Appuntamento al Palazzo Ducale di Mantova con Gastone Biggi e Umberto Mariani

21 Ott 2020 - News

Appuntamento al Palazzo Ducale di Mantova con Gastone Biggi e Umberto Mariani

A Mantova, nella splendida cornice di Palazzo Ducale, dal 24 ottobre 2020 al 7 febbraio 2021, in occasione della concomitante apertura della mostra Raffaello Trama e Ordito. Gli arazzi di Palazzo Ducale a Mantova, aprono al pubblico due esposizioni dedicate a due grandi protagonisti della scena artistica della seconda metà del secolo, Gastone Biggi (Roma, 1925 – Tordenaso, Parma 2014), tra i fondatori nel 1962 del Gruppo Uno e autore, quarant’anni più tardi, del Manifesto del Realismo Astratto, e Umberto Mariani (Milano, 1936) reduce da una personale al Museo Ermitage di San Pietroburgo, allievo prediletto di Achille Funi.

Gastone Biggi. Il tempo della natura, gli spazi della realtà è una ricca antologica costruita intorno a un gruppo di cinquanta opere che affronta il tema del confronto dell’opera di Biggi con lo spazio naturale e lo spazio mentale, nella ricerca continua di un dialogo tra realismo e astrazione. Dalle “Cancellate” del 1957 e dai “Racconti” e “Tempi” del triennio 1958-60 prende le mosse un percorso espositivo che prosegue con il famoso ciclo dei “Continui”, quello che proiettò Biggi sulla scena pittorica italiana degli anni ’60. É a partire da questo momento che la sua pittura affronta in maniera sempre più vigorosa le tematiche del colore, in uno stretto confronto con le cromie che ci presenta la natura: nascono così i “Variabili”, i “Ritmi”, i “Cieli” e i “Campi”, per arrivare poi alle atmosfericità ambientali delle “Luci” e “Suite americane” della fine degli anni ottanta e primi novanta. Il rapporto spazio-natura si fa sempre più percettivo, quasi a sfiorare una dimensione fisica e tattile con le “Costellazioni”, le “Icone”, le “Cosmocromie”, gli “Eventi metropolitani”, “Ayron” e “Puntocromie”, opere che introducono il visitatore negli anni 2000, sotto il segno di una pittura che cerca sempre più di coniugare citazioni di arte programmata con l’esprit naturel, qui rappresentato dal tema dei “Fleurs”.

Umberto Mariani. Omaggio a “La piega. Leibniz e il barocco”, rivela apertamente nel titolo il legame intellettuale con il saggio del filosofo francese Gilles Deleuze “La piega. Leibnitz e il barocco” – un testo del 1990 che, partendo dalle teorie del filosofo tedesco ed esplorando i più diversi aspetti della cultura barocca, cerca di definire, attraverso la metafora della piega, il costituirsi dell’anima e dell’esperienza moderna. Proprio la “metafora” della piega è in effetti il nodo centrale dell’arte di Mariani, ripercorsa attraverso una quarantina dei suoi più significativi lavori: dalle prime opere Pop per risalire, attraverso “Alfabeto afono”, “Teorema” e “Relitti di scena” degli anni sessanta, settanta e ottanta, ai “Piombi” degli anni 2000, in cui le forme celate diventano il tema dominante della ricerca. Sotto gli occhi dei visitatori si dipana il confronto incessante e mai concluso fra il grande tema della piega, dei panneggi, e quello della forma che si (s)vela, che dall’antichità giunge fino all’epoca del Barocco passando per le stagioni bizantine.

Gastone Biggi. Il tempo della natura, gli spazi della realtà è a cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti in collaborazione con la Fondazione Biggi, presieduta da Giorgio Kiaris; Umberto Mariani. Omaggio a “La piega. Leibniz e il barocco” è curata da Giovanni Granzotto, con testi in catalogo di Silvia Ronchey e Dimitri Ozerkov. Entrambe le mostre sono organizzate da Il Cigno GG Edizioni di Roma.